Ad oggi il nostro modo di vivere è stato stravolto dall’ introduzione dei dispositivi digitali e tutto questo non può non avere una ripercussione sui nostri occhi. Tutto è informatizzato: i PC sono presenti in qualunque ufficio, la maggior parte delle famiglie è dotata di un computer, gli smartphone si sono trasformati in beni di prima necessità e la TV grazie ad una offerta sempre più vasta di canali free, fa parte integrale della vita quotidiana.

Il dato più rilevante è che la loro intromissione avviene anche nei bambini che emulano i genitori e nei ragazzini che li utilizzano sia a scopo ludico che educativo.

Il tempo che una persona trascorre davanti ai dispositivi digitali si allunga sempre di più. Ed ecco che da alcune ricerche condotte risulta che il 30% delle persone oggi utilizza computer, tablet e smartphone per circa 6 ore al giorno, il 14% addirittura per 10 ore al giorno.

In particolare, i dispositivi digitali con schermi LCD/LED (smartphone, tablet, TV e PC) emettono fino al 40% in più di luce BLU, che è presente anche naturalmente nella luce del sole. Tecnicamente è quella radiazione luminosa compresa tra i 380 e 520 nm (nanometri), che può avere, contemporaneamente, effetti dannosi sull’ occhio umano ed effetti positivi sulla salute.

Se la radiazione è superiore ai 460 nm, viene definita “luce blu buona”, al di sotto di tale lunghezze, invece viene definita “cattiva”.

La “luce buona” ha una funzione fondamentale nella sincronizzazione dell’orologio biologico ed agisce sulla sfera cognitiva, sulla memoria, sul sonno e sull’attenzione, attraverso l’azione sulla retina.

Al di sotto dei 460 nm, la luce diventa fortemente pericolosa per l’occhio umano. Si tratta della grossa quantità di luce blu (non naturale) emessa dai dispositivi elettronici e digitali e dai sistemi di illuminazione d’interni a cui siamo quotidianamente esposti.

L‘alta emissione di luce blu, a distanza ravvicinata accompagnati dall’uso/abuso dei dispositivi sopra citati, incidono negativamente sul benessere degli occhi e, contemporaneamente sui processi biologici.

La particolare lunghezza d’onda corta della luce blu può essere la causa di alcune patologia oculari, prima tra tutte le degenerazione maculare legata all’età, che come è nota tra le principali cause di cecità nel mondo.

Inoltre la luce blu può provocare dislacrimie, cataratte precoci, congiuntiviti croniche o ricorrenti, fotofobie, semplici bruciori o irritazioni, alterazioni del film lacrimale.

COME PROTEGGERSI OGGI DAI DANNI DELLA LUCE BLU

Recentemente si è affacciata sul mercato una nuova generazione di lenti da vista (totalmente trasparenti) in grado di filtrare la luce blu, consentendo il passaggio solo della luce “benefica”. Queste lenti garantisco comfort al portatore e riduzione dell’affaticamento visivo.

Tali lenti sono anche indicate all’utilizzo anche da parte dei bambini, dove la trasparenza dei mezzi diottrici consente il passaggio di una quantità eccessiva di radiazioni dannose, e dagli anziani dove in seguito al processo di invecchiamento del cristallino, l’occhio presenta una lente naturale che assorbe maggiormente le radiazioni nocive e previene l’insorgenza delle patologie oculari.